Il blister è un tipo di confezione in plastica precostruita e usata per contenere piccoli oggetti. Grazie alle sue caratteristiche di leggerezza, maneggevolezza e protezione del contenuto, i blister vengono spesso usati come contenitori monodose di farmaci. Ma non solo.

I blister sono principalmente formati da due componenti:

  • la cavità che è costituita da un materiale deformabile, come plastica e alluminio, ed è ottenuta tramite il riscaldamento del materiale deformabile nella fabbrica oppure per mezzo di strumenti meccanici. Solitamente, la cavità contiene il prodotto confezionato tramite l’impiego di macchine termoformatrici. Noi di Farmo Res, per esempio, abbiamo costruito due macchine dedicate: la BLISTERPACK K7.360 e la KBS260x330ND;
  • il coperchio che può essere di carta, plastica o alluminio sfondabile. Sul coperchio sono riportate, in particolar modo per le medicine, informazioni sul produttore e sul contenuto.

Il blister si apre premendo un dito contro la cavità deformabile che, sfondando il coperchio, spinge fuori il prodotto.

L’importanza dei Blister nel confezionamento dei prodotti ad uso farmaceutico

I blister sono vere e proprie unità di misura per le compresse farmaceutiche, le pillole ed altri prodotti medicinali. Il loro utilizzo garantisce:

  • l’integrità del prodotto, che risulta garantita dalla estrema difficoltà di manomettere dopo il confezionamento il prodotto contenuto nella cavità. Manomettere il blister significherebbe infatti rompere, irrimediabilmente, il coperchio del blister;
  • la possibilità di visualizzare il prodotto e controllare le dosi prese e quelle ancora dentro la confezione;
  • la facilità e velocità di apertura della confezione senza eccessiva fatica;
  • la facile scrittura e marcatura della data di scadenza del prodotto ed altre informazioni utili e/o obbligatorie per legge.

Nel settore farmaceutico, i blister con le specialità medicinali vengono prodotti dalla stessa casa farmaceutica che li utilizzerà o da un’azienda designata, riempiti del loro medicinale e chiusi da una sola, medesima, macchina. Questo processo, in gergo tecnico, è chiamato blisterine.

Parlando sempre dell’ambito farmaceutico, il materiale più usato per la produzione dei blister è il PVC o polivinilcloruro. I principali vantaggi del PVC sono il basso costo e la possibilità dell’utilizzo della produzione tramite alte temperature. Per contro, il PVC, forma una barriera debole per l’umidità e l’ossigeno e, per il suo contenuto di cloro, non è del tutto “green”. Nel caso di blister farmaceutici, il PVC non deve contenere nessun plastificante e, talvolta, è indicato come PVC rigido o RPVC. In assenza di plastificanti, i blister offrono una buona rigidità strutturale e protezione fisica per le dosi farmaceutiche contenute; tuttavia, dovendo permettere una facile espulsione del medicinale, lo spessore di PVC utilizzato sarà compreso tra gli 0,2 e 0,3 mm.

Altri settori di applicazione dei Blister

Altri usi del blister si trovano nel confezionamento di prodotti comuni, come giocattoli, spazzolini da denti, cosmetici e componenti hardware. Sono poi molto comuni nel settore infanzia in quanto usati per il confezionamento di accessori per bambini come succhietti, gommotti e tettarelle. Oltre al perfetto confezionamento del prodotto, la comodità del confezionamento tramite blister consiste nella possibilità, da parte del cliente, di prendere facilmente visione del contenuto tramite la cavità del blister in materiale trasparente, comunemente PVC.

I Blister a conchiglia

Sono blister molto particolari utilizzati per impedire l’apertura della confezione, soprattutto usati per contenere prodotti di discreto valore sufficientemente piccoli da poter essere trafugati nascondendoli alla vista del personale dei negozi. Utilizzati soprattutto per i videogiochi e materiali elettronici, i blister a conchiglia sono formati da due parti in PVC della forma opportuna, fuse tra di loro, tali da produrre una confezione resistente da non poter essere aperta con le mani, ma solamente con l’ausilio di forbici o altri strumenti da taglio.

Produzione dei Blister

  • Tramite alte temperature. Nel caso di produzione delle confezioni blister tramite alte temperature, una pellicola di plastica avvolta su di una bobina è srotolata e condotta, nella blisterine, in una “stazione di preriscaldamento” dove viene portata ad una temperatura, variabile a seconda del materiale utilizzato, dove la plastica diventa malleabile. La plastica calda viene successivamente condotta in una seconda stazione dove, tramite uno stampo ad alta pressione (tra 4 ed 8 bar) le imprime le varie cavità. Dopo questa operazione la plastica viene raffreddata e lo stampo tolto, in modo che la forma rimanga impressa sulla pellicola.
  • Processo a freddo. Nel caso di produzione a freddo, una pellicola a base di alluminio viene pressata su uno stampo. Questi blister sono chiamati, in gergo tecnico, CFF (cold form foil, lamina formata a freddo). Il vantaggio nell’uso dei CFF deriva dall’impiego dell’alluminio, che offre una completa protezione del contenuto dall’acqua e dall’ossigeno. Gli svantaggi sono una minore velocità di produzione dei blister rispetto a quelli prodotti tramite alte temperature, la perdita di trasparenza della confezione e la grandezza della confezione blister, poiché l’alluminio non può essere deformato con angoli che si avvicinano a 90°.
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