PMMI, The Association for Packaging and Processing Technologies, fa il punto sull’ingresso dei sistemi automatizzati per il confezionamento nell’industria farmaceutica. Secondo il report di PMMI, almeno il 50% delle industrie del settore farmaceutico hanno investito in automazione e nei prossimi anni la manutenzione delle linee implementate o aggiornate con l’ingresso delle nuove tecnologie, saranno parte integrante della politica gestionale aziendale.

Lo studio in questione evidenzia importanti cambiamenti sul mercato legati alla consapevolezza che l’automazione non solo incrementa la produttività, con una netta diminuzione dei tempi morti, ma aumenta anche in modo significativo gli standard di sicurezza. L’ingresso dei sistemi automatizzati per il confezionamento riduce sensibilmente l’incidenza dell’errore umano e contribuisce a un incremento considerevole del livello qualitativo della produzione.

La ricerca mette in luce anche il cambiamento in corso nella relazione fra uomo e macchina e la flessibilità garantita dai nuovi sistemi nell’individuare le nuove forme produttive più confacenti alle attuali esigenze dei consumatori.

L’ingresso prepotente nelle modalità produttive del formato monodose è una delle novità più rilevanti sul mercato USA. I vantaggi di questo formato si segnalano a partire dagli ospedali dove l’incidenza degli errori nelle somministrazioni si è drasticamente ridotta tanto da indurre l’obbligatorietà del monodose anche negli studi medici per contenere gli sprechi; particolarmente apprezzato anche dal paziente/utente finale che ne elogia la comodità nell’assunzione e nel trasporto. I nuovi sistemi automatizzati per il confezionamento hanno di conseguenza implementato le funzionalità indispensabili all’efficiente gestione di questa nuova richiesta. Cresce sicuramente il livello di complessità, per esempio nel caso di monodosi confezionate con la siringa della quale bisogna garantire anche con il packaging, la sicurezza e l’impossibilità al riutilizzo.

I robot collaborativi
A registrare una crescita importante è anche il mercato dei robot collaborativi, meglio noti come cobot. Con un + 18% nel 2017 e un ulteriore + 15% atteso fra il 2018 e il 2020 secondo le stime, attualmente i robot collaborativi sono la figura intermedia di collegamento fra l’operatore e la macchina. Le mansioni loro affidate sono spesso quelle a maggior incidenza di errore per l’uomo. Come presumibile l’ingresso nell’industria dei sistemi automatizzati per il confezionamento ha modificato anche la domanda di personale. Cresce la richiesta di tecnici specializzati che risulta inferiore rispetto alla disponibilità. Si ripropone dunque il problema della formazione che in questo caso non è in linea con le esigenze del mercato. E se in molti casi le aziende adottano la strada della riqualificazione del personale, sul fronte delle aziende produttrici di sistemi automatizzati, è sempre più importante lo sforzo in fase di progettazione nella creazione di interfaccia uomo-macchina di facile comprensione e gestione.

Un tema ancora aperto e in evoluzione su cui è bene tenersi aggiornati.

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